Ustica: un abisso di coralli, borse mare e pesce Pappagallo

Ustica

Ustica è una piccola isoletta di origine vulcanica davanti a Palermo dalla cui città dista 67 km di mare e 97 km da Alicudi, non facente però parte delle isole Eolie. Ha una circonferenza di 12 km con coste frastagliate e scoscese e numerosissime grotte, quali: Grotta di Venere, Grotta Colonne, Grotta Dell’Oro, Della Pastizza, e gli scogli Del Medico e la Colombara.

Nominata Ustica dagli antichi romani: Ustium, bruciato. I greci la chiamavano invece Ossarium, per il numero immane di mercenari morti di fame e stenti e le ossa ivi rinvenute. Si pensa che fosse proprio Ustica l’isola dimora della maga Circe, che trasformava gli incauti visitatori in porci.

Ustica fu inoltre base dei pirati saraceni per moltissimo tempo e per questo ambientazione di vari duelli e battaglie marine cruente. I Corsari Barbareschi si stabilirono sull’isola finché Ferdinando IV di Borbone non colonizzo’l’isola costruendo Torre Santa Maria e Torre Spalmatore (luogo splendido per fare il bagno, meraviglioso fondale e hotel club carino e suggestivo a picco sul mare), facenti parte del sistema di avvistamento delle torri siciliane con annesse cisterne per contenere acqua piovana (come nella torre di Marettimo poi adibita a carcere e luogo di torture per i traditori politici).

Nel 1762 i corsari invasero nuovamente l’isola rapendo gli abitanti e deportandoli in Tunisia. Dopo il dominio borbonico passò in mano alla dinastia Savoia, salvo poi divenire luogo di confino dei prigionieri politici durante l’epoca del Fascismo. Nel 1961 il confino fu abolito a seguito di numerose manifestazioni popolari e da quell’anno Ustica iniziò a popolarsi e a sviluppare il proprio turismo.

Nel 1980 morirono 81 persone nella strage di Ustica ormai famosa ai più… Un volo Itavia, Bologna – Palermo, fu abbattuto da un missile militare che sbagliò mira o semplicemente bersaglio… Erano i tempi della guerra fredda e il cielo sopra Ustica entrava, in parte, nella zona militare interessata dal conflitto a freddo.

Che dire di Ustica vista nei giorni nostri? Certamente una bella isola dalle calette spigolose ed un fondale imparagonabile col resto della Sicilia. Pesci pappagallo, squaletti, barracuda, lumacone floreali e tanto altro ancora animano di colori accesi i fondali più volte visitati dagli appassionati sub che invadono l’isola ogni estate! Il paesino è piccolo e in salita, con vari bar, panifici storici e negozietti boutique dai colori pastello e punte accese di rosso. Il corallo di Ustica, i parei fantasia beige arancioni e rossi, le collane di legno e corallo rosa… E le borse mare in paglia con coralli e decalcomanie a stelle marine lungo i manici.

Una moda giovane, sbarazzina e fresca, quasi fuori dal tempo… Dal sapore antico ma nuovo, esattamente come l’aria che si respira su questa isoletta a sé stante, lontana da tutto e con un passato unico, strambo e molto differente da tutto il resto della Sicilia.
Si gira in motorino o in bici e oltre alle calette deliziose in cui bagnarsi è possibile fare un giro in barca o gommone alla scoperta delle innumerevoli e coloratissime grotte!!

Aperitivo e dopo cena? Indubbiamente alla “Rosa Dei Venti” e al “Red“, ove si vede un tramonto spettacolare e la sera si può ballare coi piedi nella sabbia!
Dove cenare a Ustica? Il mio preferito tra i 5/6 ristoranti presenti in loco è indubbiamente “Ai Faraglioni“, direttamente sul porto, romantico, ottimi drink e cibo raffinato.
A seguire: “Da Giulia” (cous cous, su prenotazione, ottimo! Idem tutti gli altri primi, e involtini di pesce spada da leccarsi i baffi. Purtroppo il ristorante non possiede tavoli all’aperto!), “Rosso Di Sera“, “Carruba“, “Stichicchio“.

Buona immersione nel rosso corallo e verde-giallo del pesce pappagallo e chiunque vi capiti in vacanza 😀

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